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Wing Chun

NOTIZIE GENERALI

Il Wing Chun è uno stile del Kung Fu molto raffinato, scientifico ed estremamente efficace, esso sfrutta la velocità  e la fluidità  delle tecniche non soffermandosi troppo allo sviluppo della forza fisica. Predilige la rapidità  dei movimenti abbinata allo sviluppo della forza interna. Lo stile difatti tende a demolire l'opponente nel più breve tempo possibile, con tecniche precise e di rapida sequenza. Come un grande edificio crolla sotto i colpi di tante piccole cariche esplosive ben assestate, così il combattente wing chun demolisce il suo opponente scaricando su di esso una grande varietà  di colpi portati nel lasso di qualche manciata di secondo.

 

CENNI STORICI

Non è facile tracciare un profilo storico esatto dello stile, in quanto la nascita del Wing Chun è avvolta da miti e leggende come spesso accade per gli stili tradizionale del Kung Fu.

La leggenda attribuisce la fondazione a YIM WING CHUN figlia di YIM YEE (secondo alcuni un monaco shaolin). La famiglia di YIM WING CHUN fu costretta a lasciare il proprio luogo di origine per vari problemi: la morte della madre e problemi del padre con la giustizia. Si trasferirono ai piedi del monte TAY LEUNG (TAY-TA LEUNG) al confine tra lo YUNNAN e il SZECHUAN.

In questo luogo aprirono una piccola locanda. Secondo alcune fonti storiche questo accadeva durante il regno dell'imperatore KANG HSI (1662-1722) nel cui periodo si pensa sia avvenuta la distruzione del monastero Shaolin, avvenuta invece secondo altri alla fine del regno dell'imperatore Yong Zheng (1723-1736), secondo altri ancora avveniva durante il regno di KIN LUNG (1736-1795).

Al di la della leggenda c'è la storia di un'arte marziale che nasce dallo stile Shaolin e si sviluppa autonomamente. Nata dall'esigenza di contrastare combattenti fisicamente dotati e molto forti con il minimo utilizzo di forza fisica, questa è una delle possibili applicazioni della via della cedevolezza.

Il WING CHUN nasce come unione e sviluppo di due stili differenti: lo stile della gru e quello del serpente. Sin dalle origini quindi, racchiude due principi, uno yang (Gru) e uno yin (Serpente). Unendo il morbido al duro, il flessibile al forte, il lato femminile a quello maschile in un unico tao organico, immobile eppure in movimento .

 

IL MONASTERO SHAOLIN

Intorno alla metà  del XVII secolo in kung fu si era notevolmente sviluppato nel monastero di Shaolin, sito presso il monte Sung nella provincia dell'Honnan. La presenza di questi monaci guerrieri, la cui fama era diffusa in tutto l'impero cinese, e la fedeltà  alla dinastia Ming irritava ed impensieriva il governo dei Manciù, che decise di inviare le proprie truppe per distruggere il monastero e uccidere i monaci. Il tentativo fallì e il governo si affidò all'opera di Chan Man Wai, famoso diplomatico dell'era, uomo ambizioso e senza scrupoli, che riuscì ad accordarsi con alcuni monaci capeggiati da Ma Ning Yee che accettarono di tradire i propri compagni spinti da mire di potere e da promesse di importanti cariche governative. Fu così che, grazie al tradimento, i soldati imperiali riuscirono a penetrare nelle mura del convento mentre i monaci traditori appiccavano un incendio che distrusse il tempio. Dalla distruzione e dall'eccidio si salvarono solo cinque monaci, che furono soprannominati I CINQUE IMMORTALI: la monaca NG MUI, esperta negli stili della gru e del serpente, BAK MAI ideatore dello stile omonimo (lo stile del sopracciglio bianco), MIAO HIN, FUNG TO TUCK e LEE SEEN (CHIN SHIN) esperto nell'uso del bastone lungo. Essi si dispersero e nell'intento di contrastare il potere e il dominio dei distruttori del tempio, svilupparono tutti un proprio sistema di Kung Fu che fosse in grado di fronteggiare le tecniche shaolin e di sconfiggerle per poter scampare ai soldati dei Manciù e ai monaci traditori, oltre che per vendicare i compagni morti durante la distruzione del monastero.

Il famoso saluto del pugno e del palmo aperto (Saluto Lai) che si uniscono diventò in quel monastero il simbolo di appartenenza e di riconoscimento tra i ribelli che combattevano contro la dinastia Ching. Il pugno, Yang, rappresenta tra le altre cose il Sole, il giorno; il palmo, Yin, simboleggia la Luna, la notte; entrambi gli ideogrammi di Sole e Luna uniti, significano luce, chiarore e si volevano affermare la formula "Fan Ching Fu Ming" che significa "rovesciamo il Ching, ristabiliamo i Ming". Questo simbolo restò indissolubilmente legato a Shaolin, alla ribellione contro il potere dei Manciù, e venne usato anche nel periodo dell'invasione straniera sino alla instaurazione della repubblica cinese nel 1911.

Tornando al WING CHUN si dice che dopo la distruzione del monastero Ng Mui trovò rifugio in un tempio presso la montagna di TAI LEUNG SHAN dove incontrò e conobbe YIM WING CHUN e suo padre, YIM YEE. Essi conducevano un negozietto e rifornivano di tofu (formaggio di soia) il monastero. YIM WING CHUN era una ragazza molto attraente e per tale motivo aveva colpito l'attenzione di un malvivente locale conosciuto con il nome di "Tigre" Wong. Questi cercò di convincere la fanciulla a sposarlo con tale insistenza da spaventare lei ed il padre; essi ne parlarono a NG Mui, divenuta ormai loro buona amica. Così la monaca decise di insegnare alla giovane le sue tecniche di lotta, in modo che fosse in grado di difendersi. YING WING CHUN si allenò duramente nel kung fu, giorno e notte, sino a quando non si sentì pronta ad affrontare Tigre Wong; il combattimento durò pochi minuti durante il quale la fanciulla utilizzando le tecniche di lotta apprese, sconfisse il malvivente. Dopo il vittorioso combattimento NG MUI portò YIN WING CHUN nel remoto tempio KWON HOW nella provincia del KWATUNG dove il bullo non avrebbe più potuto disturbarla. Qui continuò ad insegnare alla già  brava YIN WING CHUN che cominciò ad organizzare il suo insegnamento in tre pratiche forme a mano nuda: SIM LIM TAO (o SIL LIM TAO, "forma della piccola idea o del piccolo pensiero") TZUM KIU (o CHUM KIU o CHIAM KIU, "cercare le braccia o cercare l'apertura dell'avversario" , BIU GEE (o BIL SI o BIL CHEE "colpire con le dita"). Ng Mui percependo la grandezza della sua prima allieva dette al metodo che si andava sviluppando il suo nome ma secondo altri fu suo marito, Leung Bok Chao, a dare il suo nome al metodo.

Quindi Wing Chun che significa "gloriosa primavera" iniziò a fiorire insieme alla vita sentimentale di YIN WING CHUN che trasmise tutta la sua conoscenza al marito.

Si dice che dopo la morte di Yim Wing Chun, lo stile passò in mano a Leung Bok Chau (Liang Bochou), che lo insegnò a Leung Lai Kwai (Liang Langui) e Wong Wa Po (Huang Huabao). Entrambi facevano parte di un gruppo operistico ambulante, conosciuto come "Il gruppo della barca del giunco rosso" (Xi yu hong chuan zhongren jiejiao), gruppo che viveva su una barca in Foshan (Fat Shan), nel XIX secolo circa.

Si racconta che anche Chi Shin (Jee Sim), altro monaco scampato all'assalto delle truppe della dinastia Ching assieme a Ng Mui, entrò a far parte della compagnia e fu proprio lui ad insegnare a Leung Yee Tai, migliore amico di Wong Wa Po e altro membro del Giunco Rosso, le tecniche del bastone Shaolin. Wong e Leung cercarono di adattare quanto appreso al proprio stile e fu così che vennero introdotte nel loro Wing Chun, che stando ad alcune ricostruzioni, fino ad allora prevedeva solo l'uso indistinto di mani nude e coltelli a farfalla (Hudie Shuangdao) a seconda della necessità .

Un giorno Leung Yee Tai si ammalò e dovette recarsi dal medico Leung Jan (Liang Zan 1828-1901), grande esperto di arti marziali, al quale trasmise col tempo le basi del Wing Chun. Leung Jan divenne un eccezionale combattente e sostenne molti incontri (ricordiamo che all'epoca gli incontri concordati erano spesso vere e proprie sfide senza regole e che a volte solo il vincitore sopravviveva), senza mai essere sconfitto, tanto da diventare famoso nel sud della Cina col soprannome di "Re del Wing Chun", divulgando così lo stile. Furono famosi anche i suoi due figli: Liang Bi e Liang Chunjie. Tra i suoi allievi ricordiamo: Chan Wah Sun, Ruan Qishan, Wu Shaolei, ed altri.

Molti attribuiscono la creazione di questa leggenda ad un allievo del Gran Maestro Yip Man con l'intento di dare fama al Wing Chun, alcuni invece pensano che fu lo stesso GM il creatore della leggenda. Comunque sia, la leggenda non offre fondamenti storici certi e attendibili sulla creazione dello stile e a quanto pare non esiste nessun documento sull'esistenza della Monaca Ng Mui.

Tuttavia da una ricerca fatta dal M°YIP CHUN nel 1982 nel FAT SHAN deriva un'ulteriore versione. Incontratosi con il M°PANG NAM (soprannominato NAM FACCIA NERA), considerato il membro più anziano del clan WING CHUN KUNG FU del Fatshan, (il più anziano come età, 80 anni, piuttosto che nella gerarchia dello stile), venne a sapere che il Wing Chun fu portato dal nord nel Fat Shan da una persona chiamata TAN SAU NG (era il suo soprannome "NG braccio con il palmo in su"). La storia di YIM WING CHUN, diceva con tono sicuro M° PANG NAM è solo quella di un personaggio inventato dai libri di storia. Più tardi YIP CHUN inaspettatamente trovò delle informazioni riguardanti TAN SAU NG raccolte nella storia della letteratura dell'opera cantonese. In un libro di MAK SIU HAR "Uno studio della storia dell'opera cantonese", attualmente conservato nella biblioteca "CITY HALL" di HONG KONG, trovò in un paragrafo quanto segue: "Prima del regno di YUNG CHENG (imperatore Manciù dal 1723 al 1736) lo sviluppo dell'opera cantonese era molto limitato. Questo era dovuto ad un'organizzazione difettosa e ad una non chiara divisione del lavoro. Nel periodo di YUNG CHENG, CHEUNG NG del WU PAK, anche conosciuto come TAN SAU NG, attraverso la sua abile capacità, organizzò nel Fat Shan la HUNG FA WUI KOON (l'attuale Associazione Artistica Cinese). Da quel momento l'opera cantonese fece grandi progressi. Lo stesso libro riporta inoltre che: "oltre ad essere molto apprezzato nell'opera cinese CHEUNG NG era particolarmente abile nelle arti marziali. Il suo TAN SAU era senza pari nel mondo delle arti marziali". Altre informazioni appaiono a pag 631 del terzo volume del libro "Una storia dell'opera cinese" di Mang yiu: "per qualche ragione CHEUNG NG non potè rimanere a PECHINO così andò a rifugiarsi nel Fat Shan. Questo avveniva durante il regno di YUNG CHENG (YONG ZHENG 1723-1736). Quest'uomo soprannominato TAN SAU NG era un personaggio insuperabile nella letteratura e nell'abilità  militare, eccellente nella musica e nell'opera drammatica. Ma era particolarmente eccellente nelle tecniche Shaolin. Dopo essersi stabilito nel Fat Shan trasmise la sua conoscenza nell'opera tradizionale e nelle arti marziali ai seguaci della Barca Rossa (Hung Suen) e stabilì l'associazione artistica Hung Fa Wui Koon nel Fat Shan. Oggigiorno il gruppo dell'opera cantonese lo riverisce come maestro Cheung".

In base a queste fonti storiche possiamo concludere che Cheung Ng portò la sua conoscenza nel Fat Shan (1723-1736) molti anni prima del grande incendio del monastero Shaolin avvenuto, secondo le ricerche di Yip Chun, durante il regno di Kin Lung (1736-1795), quasi 100 anni prima della leggenda di Yim Wing Chun che si svolge tra i regni di Ham Fung (1851-1861) e di Dao Kwong (1821-1850), più o meno tra il 1830-1850.

Inoltre qualche anno fa un membro del clan di Kung Fu di Yip Chun, Pang Kam Fat, disse che le posizioni del Wing Chun erano le migliori usate sulle barche per la stabilità . Guardando più a fondo lo stile in movimento notiamo che gli spazi che servono per l'allenamento sono molto limitati e potrebbero essere strettamente correlati alla pratica su barche, tesi avvalorata anche dal fatto che prima che i segreti del Wing Chun arrivassero a Leung Jan, la gente del gruppo incluso Leung Lan Kai, Kam faccia dipinta, Wong Wah Bo e Leung Yee Tai appartenevano già  tutti al gruppo della "Barca Rossa" (Hung Suen).

Quindi come risulta da quanto detto fino ad ora, è molto difficile verificare le origini del Wing Chun con così poco materiale a disposizione riguardante Cheung Ng. Riassumendo, possiamo invece essere sicuri che durante il regno di Yung Cheng l'attore Wu Pak Cheung Ng, anche conosciuto come Tan Sau Ng abbandona per qualche motivo la capitale e andato nel Fat Shan organizzò L'Hung Fa Wui Koo a Tai Kay Mei. Oltre ad insegnare nell'opera tradizionale insegnò anche tecniche di arti marziali ed era chiamato maestro Cheung. L'abilità  marziale che insegnò conteneva già  i principi e le tecniche del metodo Wing Chun. Queste forse possono essere considerate incomplete o inadeguate, ma dopo un centinaio d'anni di semina e di sviluppo (prevalentemente nell'Hung Suen) e dai molti sforzi fatti da Yim Wing Chun, Leung Bok Chau, Wong Wah Bo, Leung Yee Tai e altri il Wing Chun divenne un'arte marziale completa e matura che fiorì e si sviluppò con Leung Jan.

 

CARATTERISTICHE DELLO STILE

L'essenza del Wing Chun in termini cinesi è "Se l'avversario attacca,assorbire e neutralizzare il suo colpo; se l'opponente si ritira inseguire e contrattaccare". Disimpegnarsi da tutte le tecniche che possono limitare l'uso delle nostre braccia e rispondere con tecniche penetranti.

Parate e bloccaggi sono organizzati in modo tale da permettere il contrattacco anche con lo stesso arto che para oltre che con l'altro. Tecnicamente il Wing Chun usa un costante flusso di energia proiettata in avanti basato sul principio che "la distanza più corta tra due punti è la linea retta". Caratteristici sono i pugni a corta distanza lungo la linea centrale dell'avversario Che possono essere portati singoli con pochissimo caricamento, oppure possono essere portati in sequenza veloce. Il pugno viene portato verticale, a differenza di altri stili, perché rimane più saldo al polso, ci permette di tenere più chiuso il gomito quindi di avere una maggiore copertura e ci permette di poter combinare le tecniche di combattimento tra di loro più velocemente possibile. Molteplici sono i colpi di gomito, di ginocchio e con la punta delle dita .

Il 60% delle tecniche di attacco sono di braccia e le restanti sono tecniche di gamba, prevalentemente calci bassi altezza ginocchia, bacino e di rado si alzano oltre. Le tecniche di mano e di piede vengono spesso portate simultaneamente e tutte le tecniche vengono perfezionate all'uomo di legno (MOK YAN JONG). Questo permette al praticante di scaricare tutta la sua energia nei colpi e allo stesso tempo di rinforzare i muscoli e le ossa di braccia e gambe in modo veloce e dinamico. Il manichino di legno è caratteristico e fondamentale nello stile dove si studia anche una forma di 116 tecniche. In alcune correnti di Wing Chun ce ne sono più di una.

Le posizioni dello stile sono più alte rispetto ad altri stili di kung fu per poter lavorare di più sulla velocità  piuttosto che sulla potenza e poter combinare in velocità  sequenze con un rapido spostamento sia in avanti, indietro che in uscita. L'efficacia del Wing Chun sta nell'ottenere contemporaneamente un azione di difesa e di attacco, cercando quindi di lavorare di più sulla tecnica che sulla potenza, non opporre mai la forza contro la forza, ma sfruttare la flessibilità  l'elasticità  e la morbidezza che tutto il corpo deve avere per poter reagire più velocemente possibile alle sollecitazioni dell'avversario, senza dimenticare un principio importantissimo, quello dell'economia di movimento. Difatti su ogni azione bisogna avere uno "spreco minimo di energia ed ottenere il massimo risultato".

Lo stile nel suo complesso prevede anche un perfetto studio sui movimenti, tecniche e posizioni, in cui importantissimo è lo studio degli angoli. La posizione a clessidra (o a piramide) dimostra come chi lo ha inventato conoscesse molto bene anche la geometria e la meccanica del movimento. Molti principi di fisica e di meccanica risultano applicati in questo stile che, pur non avendo a primo impatto un "appeal" estetico, nasconde un fascino del tutto particolare, il fascino dell'essenziale. Un ritorno al movimento più semplice e scarno possibile senza estetismi né inutili sforzi, tutto basato sullo sviluppo della sensibilità, sia fisica che interiore e sul lavoro che costantemente si fa sull'energia interna (qi). Lo stile infatti viene collocato al confine fra gli stili interni e gli stili esterni, a seconda del metodo e della scuola può essere considerato appartenente agli uni o agli altri, in realtà  contiene elementi di entrambi i ceppi delle scuole cinesi, che in esso si fondono a formare un unico Tao perennemente in movimento. Sicuramente si tratta di uno stile Taoista. In esso si ritrovano i canoni della centralità, intesi non solo secondo la teoria della linea centrale, ma più profondamente, come capacità  dell'individuo di trovare e mantenere il proprio centro.

Il Wing Chun comprende i principi dello Yin e dello Yang non solo come riflesso teorico, ma anche in alcune delle loro implicazioni pratiche. Già  la gru e il serpente, incarnando i principi dello Yin e dello Yang, vengono posti emblematicamente come capostipiti da cui il Wing Chun trae origine e ispirazione per l'evoluzione dei suoi movimenti e delle sue tecniche. Fondamentale è il principio taoista di diventare come l'acqua, adattabile a ogni recipiente, morbida eppure inesorabilmente dirompente, capace di penetrare nei più piccoli anfratti per dimorarvi o per creare spazi più ampi, in grado di essere al tempo stesso principio assoluto di vita cosi come di morte, portatrice di forza e anche impalpabile unione di Yin e di Yang, perfetta armonia. Questi principi sono la forza che rende più vivo che mai ed efficace uno stile tramandato quasi in segreto durante i suoi 350 anni di vita.

 

PROGRAMMA DI STUDIO

  • SIL LIM TAO o SIU LIM TAU (forma della piccola idea)
  • CHUM KIU (chiudere il ponte, cercare il ponte)
  • BILL JEE (dita che bucano)
  • Forme Intermedie:
    • CHEUNG KUEN (forma del pugno a freccia)
    • SAR PAO KUEN (forma del sacco a muro)
    • SAP LOK GERT FAT (forma dei calci)
  • MOK YAN JONG (forma al manichino di legno)

Forme con le armi:

  • LUK DIM BOON KWAN (forma del palo a 6 punti e 1/2)
  • BART CHAM DAO (forma delel 108 tecniche dei coltelli a farfalla)

Esercizi tradizionale e allenamento:

  • Posizioni e spostamenti
  • Tecniche di braccia e gambe
  • CHI SAO (mani appicicose)
  • LAT SAO
  • CHI GERT (contatto con le gambe)
  • Esercizi di sensibilità 

 

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